“Sanità in Puglia: ora basta!”. Con questo messaggio FP CGIL Puglia, CISL FP Puglia e UIL FP Puglia-Bari annunciano la mobilitazione regionale del 12 novembre 2026, a partire dalle ore 9:00 sotto la sede della Prefettura di Bari, tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica e privata accreditata. La mobilitazione nasce dall’apertura della procedura di raffreddamento dei conflitti e dalla necessità, evidenziata dalle organizzazioni sindacali, di affrontare con risposte concrete le principali criticità che interessano il sistema sanitario pugliese e chi vi lavora. Inoltre, le risorse stanziate dal governo nel Disegno di Legge di Bilancio per il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) sono gravemente insufficienti per garantire la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.
Al centro della protesta c’è innanzitutto la grave carenza di personale. I sindacati chiedono di superare il ricorso allo straordinario e sollecitano lo sblocco del reclutamento, la sostituzione del personale cessato, la stabilizzazione di chi possiede i requisiti al 31 dicembre 2026 e la proroga dei lavoratori precari. Un secondo tema riguarda la riorganizzazione dei servizi. Le organizzazioni sindacali chiedono che l'attuazione delle strutture previste dal PNRR, comprese le Case di Comunità, avvenga senza depauperare i servizi già esistenti e garantendo le risorse previste dal DM 77/2022.
Particolare attenzione viene posta anche sulla continuità assistenziale e sull'assistenza domiciliare integrata (ADI), con la richiesta di garanzie sui livelli occupazionali e sull'uniformità dell'assistenza domiciliare su tutto il territorio regionale, con una specifica attenzione alla situazione del territorio di Brindisi. Tra le rivendicazioni figurano inoltre la tutela delle società in-house, il rafforzamento degli organici del 118, anche alla luce del rischio di chiusura di postazioni, e il potenziamento dei servizi di ausiliariato.
Per quanto riguarda la sanità privata e le RSA, i sindacati chiedono l'applicazione del CCNL AIOP-ARIS (1490/22) e lo sblocco dei contratti, fermi da anni sia per la sanità privata sia per le RSA. Infine, le organizzazioni sindacali chiedono un confronto reale sull'organizzazione del lavoro, denunciando il continuo rinvio delle responsabilità tra la Regione Puglia e le singole aziende sanitarie.
“Il sistema sanitario – sostengono FP CGIL, CISL FP e UIL FP – non può continuare a reggersi sul sacrificio quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori. Servono assunzioni, stabilizzazioni, servizi adeguati, condizioni di lavoro dignitose e un confronto vero sulle scelte che riguardano la sanità pugliese”.
Le Scriventi Segreterie Regionali di FP CGIL, FP CISL e UIL FP Puglia, dando seguito alle determinazioni dell’Attivo Unitario Regionale tenutosi lo scorso 19 ottobre 2026 a seguito della proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale del Comparto Sanità e delle strutture correlate, premesso che: Si riscontra una grave e persistente carenza di personale sanitario, tecnico, amministrativo e socio-sanitario e il ricorso sistematico allo straordinario e alle prestazioni aggiuntive non può costituire una risposta strutturale, è urgente l’aggiornamento dei Piani Triennali dei Fabbisogni del Personale (PTFP) nonché la revisione della DGR 1304/2026 che ha definito i piani assunzionali per l’anno 2026, confermando la sblocco del reclutamento, la rapida sostituzione del personale cessato, la stabilizzazione di tutto il personale che ha maturato o matura i requisiti al 31.12.2026 e la proroga dei precari; La riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali necessita di risorse ed organici adeguati. L’attuazione delle strutture PNRR (Case di Comunità, ecc.) non può avvenire impoverendo i servizi esistenti e vanno utilizzate integralmente le risorse previste dal DM n.77/2022; In merito all'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), occorrono immediate garanzie sulla continuità dei servizi, sui livelli occupazionali e sull'uniformità dell’assistenza in particolare sul territorio di Brindisi dove è a rischio la continuità occupazionale e la tenuta del servizio; È fondamentale tutelare e rafforzare il modello delle società in house, garantendo continuità occupazionale, adeguate dotazioni organiche e valorizzazione professionale. Infatti, emergono gravi criticità per la carenza di personale nel Servizio 118 (con rischio chiusura di postazioni) e per le attività di ausiliariato nei presidi ospedalieri e nei distretti; Le prestazioni aggiuntive devono rimanere uno strumento integrativo e non sostitutivo della normale attività ordinaria, nel rispetto dei principi di trasparenza, corretta remunerazione e tutela dei carichi di lavoro; È indispensabile garantire il rispetto degli impegni assunti in sede regionale sulla piena attuazione della DGR 1490/2022 e sul possesso di tutti i requisiti necessari per l’accreditamento, a partire dall’applicazione del CCNL AIOP Sanità Privata; Si sottolinea inoltre l'inaccettabile blocco dei rinnovi contrattuali, fermi da ben 8 anni per la Sanità Privata e da 14 anni per le RSA, sui quali si chiede un fattivo intervento della Regione; Si rileva la cronica assenza di un confronto preventivo ed effettivo e il continuo rinvio di responsabilità tra la Regione Puglia e le singole Aziende Sanitarie.
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