Sembrerebbe che a Foggia non ci sia pace neppure per i cosiddetti “cari estinti”. Da Foggia, ma da quel che si apprende parrebbe difatti che il fenomeno stia riguardando anche altri comuni della provincia, arriva una notizia che ha dell’incredibile.
Ai microfoni de l’Attacco arriva la storia di Rodolfo Scopece, che ha raccontato la triste quanto fastidiosa vicissitudine vissuta qualche giorno fa. Scopece recatosi un paio di giorni prima la commemorazione dei defunti, convinto di poter far visita, di pregare e donare un fiore alla tomba del padre, trova invece, un’altra sepoltura. “Mi sono recato al cimitero il 31 ottobre, per evitare la folla, accompagnato dalla mia signora, reduce da un recente lutto, pertanto si è pensato di andare a fare un saluto anche a mio padre – racconta su queste colonne Scopece -. Ma invece di trovare mio padre che è stato sepolto da 50 anni, ho trovato un altro defunto. Lo sconcerto è stato grande, come forte è stato il senso di frustrazione e di rabbia per una vicenda che ha dei responsabili. Mi sono chiesto come mai, pur avendo pagato con regolare bonifico e avendo avuto la riassegnazione del loculo con tutti gli allegati, potesse essere accaduta una cosa del genere”, ha affermato costernato Scopece che racconta il fatto, mostrando le prove di quanto sostiene. Come è noto le sepolture in Italia hanno una durata trentennale e il mantenimento del servizio cimiteriale di sepoltura prevede il rinnovo della concessione che nel caso in questione è stata effettuata in data 12 luglio 2011, a seguito del termine dei trent’anni dalla tumulazione dell’estinto, avvenuta dopo la stipula del contratto di concessione cimiteriale in data 30/08/1976.
Insomma, una vicenda certamente non imputabile ad una scadenza non rinnovata, bensì ad un problema di cui è stato vittima un ignaro familiare che con carte alla mano ha cercato di far valere i propri diritti. “Ho immediatamente mostrato la documentazione agli uffici competenti, contenendo la frustrazione ed educatamente ho fatto presente che la tumulazione di mio padre è regolamentata dal rinnovo della concessione. Mi è stato detto che il dirigente al ramo, Giovanni Gagliardi, sarebbe rientrato il lunedì e così ho atteso il giorno di rientro in modo tale da incontrarlo. Una volta giunto all’appuntamento ho fatto presente la situazione al dirigente il quale scusandosi dell’occorso, mi ha detto che i resti di mio padre erano stati trovati, sostenendo tuttavia che la problematica non è stata originata dal suo ufficio, bensì dal fatto che il rinnovo non era stato protocollato dal Comune che a sua volta ha autorizzato così il trasporto della salma di mio padre. Un fatto quindi non causato dall’ufficio cimiteriale ma dal Comune. Trovo vergognoso tutto ciò, non è possibile che si giochi sul dolore della gente, spostando di qua e di là solo per negligenza e scarsa propensione al lavoro, i defunti”, ha sottolineato Scopece, che ha fatto sapere di aver adito le vie legali, affidandosi ad un avvocato di chiara fama e di cui nutre la più completa fiducia e stima.
“Siamo dinnanzi ad una cattiva gestione dei servizi cimiteriali, chi gestisce il potere dimostra sciatteria e poca empatia”, ha evidenziato, facendo sapere di aver condiviso la sua esperienza con altri amici e persone impegnate nel tessuto civico e professionale della città capoluogo, con i quali si starebbe pensando di dar vita ad un movimento civico chiamato “Comitato di rinascita cittadina”.
“Il problema delle sepolture cimiteriali a Foggia è la punta dell’iceberg di tutta una serie di cose che non vanno, pertanto lamentarsi non basta più. Occorre fare, per tale motivo io e tanti altri amici, persone scontente di come si vive in città, abbiamo deciso di dar vita ad un organismo il Comitato di rinascita cittadina. Mio padre è stato un uomo che ha dato molto alla città di Foggia, lo scontento e la rabbia per quello che è accaduto sono forti, ma anche se fosse stata una persona di ceto umile la gravità del fatto non sarebbe cambiata di una virgola. La vicenda è vergognosa. Questo fatto non può restare impunito, chi ha sbagliato dovrà pagare. Ho già sentito il mio avvocato e andrò avanti per la mia strada”, ha concluso.
La triste vicenda era stata oggetto anche di una nota stampa da parte del movimento politico Puglia Popolare che si era espresso, senza tuttavia citare il cognome del malcapitato cittadino. “Un figlio, che, come ogni anno, alla vigilia del giorno dei nostri cari, ha preso un fiore, ha attraversato la città, è entrato nel cimitero con nel cuore la stessa emozione di sempre. Quella di andare a trovare suo padre e suo padre non c'era più. Puglia Popolare non può tacere davanti a questo. Rodolfo ha trovato l'oculo vuoto. Svuotato d'ufficio dal Comune con la motivazione che la concessione sarebbe scaduta. Peccato che quella concessione sia stata regolarmente rinnovata e pagata, carta canta. Ricevuta alla mano. Non c'è metafora che possa contenere questo vuoto. È il vuoto più grande che un uomo possa provare. Andare a cercare le proprie radici e trovare un buco vuoto, poi ti fermi e pensi che siamo nel 2026, dove con l'intelligenza artificiale facciamo di tutto. Ci sono programmi e software che ti trovano una persona dall'altra parte del mondo in un secondo. E un Comune non è in grado di avere un programma che gli ricordi che un loculo è stato rinnovato? Che c'è una ricevuta? Che c'è un figlio che paga”?
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