Questa inchiesta non è nata da un pregiudizio nei confronti di Alcantara Service. È cominciata nell’aprile scorso, quando Manfredonia si è trovata improvvisamente ad accogliere un centinaio di richiedenti asilo provenienti dal CARA di Borgo Mezzanone, nei locali della Casa della Carità. In quella circostanza, le domande più semplici erano anche quelle a cui sembrava più difficile ottenere risposta: chi gestiva concretamente quella struttura, con quali procedure era stato individuato e quali risorse pubbliche sarebbero state destinate al servizio? Da quel momento abbiamo iniziato a consultare decreti prefettizi, contratti, disciplinari, verbali di commissione, visure camerali, bilanci, provvedimenti comunali e documentazione amministrativa. Alcune ricostruzioni sono state integrate con testimonianze, interlocuzioni sindacali e fonti confidenziali, distinguendo sempre - per quanto possibile - ciò che risultava documentalmente acquisito dalle circostanze ancora da verificare. Il metodo è rimasto quello di un’inchiesta che cerca riscontri, confronta versioni e ricostruisce responsabilità. È così che abbiamo raccontato l’ingresso di Alcantara Service nel sistema prefettizio, gli affidamenti d’urgenza del 2023, la gestione di quattro alberghi a San Giovanni Rotondo e la successiva aggiudicazione della gara europea. Abbiamo pubblicato i numeri delle procedure, le date dei provvedimenti, le condizioni economiche e il fatto che in determinati passaggi fosse pervenuta una sola offerta. Non abbiamo scritto che la circostanza di essere stati gli unici concorrenti costituisse un illecito. Abbiamo chiesto, piuttosto, perché il sistema pubblico si sia trovato ripetutamente in quella condizione e quali conseguenze abbia prodotto sull’organizzazione dell’accoglienza. Quando la Prefettura di Foggia ha bandito una nuova gara - alla quale hanno partecipato anche altri operatori - abbiamo confrontato le rispettive offerte tecniche. Abbiamo anche raccontato che nel Lotto II - relativo alle strutture da 51 a 100 posti - Alcantara Service, in raggruppamento temporaneo con la cooperativa Approdo, era l’unica concorrente. Da qui una domanda che continua a essere legittima: come si misura la qualità di un servizio pubblico quando la competizione è assente o fortemente ridotta?
La stessa impostazione ha guidato la ricostruzione della vicenda dell’Hotel Cicolella di San Severo. Il 6 novembre 2024 la Prefettura di Foggia riceveva la comunicazione secondo cui la struttura originariamente indicata dal raggruppamento era stata resa inagibile a seguito di gravi atti vandalici, denunciati alle competenti autorità. Il giorno successivo veniva formulata la proposta di aggiudicazione, mentre la disponibilità della Casa della Carità di Manfredonia sarebbe stata formalizzata soltanto nell’agosto 2025. Abbiamo riportato la sequenza documentale e posto interrogativi sulla verifica dei requisiti e sulla gestione della procedura. Chiedere chiarimenti su una procedura amministrativa non significa accusare chi l’ha gestita di aver violato la legge.
L’avvocato Putignano afferma che Alcantara Service opera da un decennio nel settore dell’accoglienza, nel quale avrebbe maturato “assoluta solidità e affidabilità”, aggiungendo che l’attività si svolgerebbe nel “rigoroso rispetto dei numerosi oneri amministrativi, economici e fiscali” e “in modo da rispondere, prioritariamente, all’interesse pubblico che connota il servizio”. La lettera sostiene, inoltre, che l’attività sia sottoposta a “costanti e severi controlli” da parte della Prefettura e dell’Amministrazione finanziaria, che monitorerebbero e certificherebbero l’affidabilità della concessionaria.
In linea di principio, nessuno mette in discussione l’esistenza dei controlli amministrativi e fiscali. Ma bisogna evitare di confondere piani differenti. Il superamento di una verifica amministrativa non rappresenta una certificazione permanente della qualità di ogni servizio erogato. La chiusura del CAS all’Hotel Vaticano - disposta nel luglio scorso con ordinanza della Sindaca di San Giovanni Rotondo dopo gli accertamenti sanitari - è un fatto documentale. Le motivazioni riportavano un “concreto pregiudizio per la salute degli occupanti e degli operatori”. Non è stata una nostra supposizione, è intervenuta un’autorità pubblica sulla base di accertamenti dell’ASL Foggia.
E quando, più recentemente, abbiamo riferito dell’ispezione alla Casa della Carità di Manfredonia e delle possibili conseguenze, abbiamo specificato che occorreva attendere i provvedimenti degli enti competenti, distinguendo il procedimento contrattuale da quello di tutela della salute pubblica e illustrando quali verifiche e responsabilità potessero entrare in gioco. Anche in questo caso, non abbiamo presentato come definitivi provvedimenti che dovevano ancora essere formalizzati.
C’è poi la questione economica. Il legale contesta che siano stati indicati “numeri di bilancio volti a presentare un quadro non veritiero” e sostiene che l’entità del capitale sociale costituisca un “elemento del tutto indifferente” rispetto alla tenuta dei conti. Richiama il fatturato annuo, le “immobilizzazioni materiali e immateriali (che sono beni a utilità pluriennale, destinati a rimanere durevolmente nel patrimonio dell’azienda per contribuire all’attività produttiva nel corso di più esercizi)” e i “crediti commerciali futuri”, rappresentati dai corrispettivi dei contratti d’appalto in essere.
È bene chiarirlo: nessuno ha mai sostenuto che il capitale sociale - preso isolatamente - determini la solidità di un’impresa. Una società con mille euro di capitale non è automaticamente un’impresa fragile, così come una società con milioni di ricavi non è automaticamente un’impresa solida. Proprio per questo, la nostra ricostruzione non si è fermata al capitale sociale. Abbiamo riportato il fatturato passato da circa 69.930 euro nel 2022 a quasi 800mila euro nel 2023, fino a superare 1,6 milioni nel 2024. Ma abbiamo riportato anche altri indicatori: 1.642.721 euro di ricavi, 11.869 euro di utile netto, un patrimonio netto negativo per 38.833 euro, debiti complessivi per 721.679 euro, dei quali 612.692 esigibili entro dodici mesi, e una liquidità disponibile a fine esercizio pari a 34.662 euro.
Sono grandezze economiche che - lette insieme - consentono di porre domande sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa. I crediti derivanti dai contratti in essere non coincidono automaticamente con liquidità già disponibile, così come la presenza di beni pluriennali non cancella le scadenze dei debiti. La solidità di un’impresa si misura attraverso l’insieme delle sue componenti patrimoniali, finanziarie ed economiche, non attraverso la selezione delle sole voci più favorevoli.
C’è poi il compenso dell’amministratrice Ana Ironelys Alcantara Corporan - pari a 294.431 euro - indicato nel bilancio 2024 e già richiamato in precedenti articoli, anche attraverso le osservazioni dell’ex Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi. Abbiamo evidenziato la sua consistenza rispetto al risultato netto dell’esercizio e alla situazione patrimoniale della società. È una domanda legittima, soprattutto quando si parla di un’impresa che gestisce servizi finanziati con risorse pubbliche.
La società sostiene che avremmo adombrato “un sistema non trasparente” alla base delle aggiudicazioni degli appalti, “in maniera gravemente offensiva e senza la minima conoscenza dei requisiti stringenti che presidiano l’espletamento di una tale attività”.
Ricostruire una gara non significa dichiararla illegittima, né evidenziare che un’impresa abbia ottenuto affidamenti in assenza di concorrenti vuol dire accusarla di aver manipolato una procedura. Chiedere perché un operatore sia diventato una presenza ricorrente in un determinato territorio non corrisponde all’insinuazione che esista un accordo illecito. La concorrenza, la disponibilità delle strutture, i requisiti di partecipazione, la qualità delle offerte e le ragioni delle aggiudicazioni sono tutti elementi che riguardano l’interesse collettivo. La Prefettura gestisce procedure che impegnano risorse pubbliche e incidono sulla vita di centinaia di persone. Il giornalismo ha il diritto - ma anche il dovere - di raccontare come funzionano questi meccanismi.
Abbiamo seguito anche l’organizzazione del personale, le cooperative coinvolte e le condizioni di lavoro. Nell’ultimo articolo dedicato ai ritardi retributivi abbiamo riportato la segnalazione della FP CGIL di Foggia, le comunicazioni sindacali indirizzate alla società e le testimonianze raccolte tra i lavoratori di Manfredonia e San Giovanni Rotondo. Anche questo è interesse pubblico, visto che l’accoglienza non è soltanto una questione di posti letto e di corrispettivi riconosciuti dallo Stato. È fatta di persone che vivono nelle strutture, di lavoratori che devono garantire i servizi e di amministrazioni che hanno il dovere di verificare che gli obblighi contrattuali siano rispettati.
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