La bufera sulla Rsa Villa Santa Maria di Pulsano di Monte Sant’Angelo comincia a produrre conseguenze anche sul fronte delle famiglie. Nei giorni successivi alla notizia delle gravi criticità igienico-sanitarie rilevate dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Foggia, si sta registrando una pioggia di disdette dalla struttura. Un’emorragia di ospiti che trova un primo riscontro nella comunicazione formale inviata da un legale alla direzione della Rsa, visionata da l’Attacco, con cui viene annunciato il trasferimento di un’ospite presso un’altra struttura sociosanitaria, previsto entro la fine di ottobre. Fonti interne riferiscono al giornale che le richieste di trasferimento sarebbero diverse e che altre famiglie starebbero valutando di seguire la stessa strada. La motivazione indicata nella lettera è la volontà dell’anziana di avvicinarsi alla figlia, che si è resa disponibile ad assisterla. Il documento chiede alla direzione della Rsa di predisporre gli adempimenti amministrativi e organizzativi necessari, compresa la documentazione sanitaria e assistenziale da consegnare alla struttura di destinazione. Le condizioni riscontrate dagli ispettori sollevano, del resto, interrogativi sulle possibili conseguenze per persone anziane e spesso non autosufficienti. Contattato da l’Attacco, il geriatra foggiano Massimo Zanasi invita alla cautela, ma sottolinea i rischi legati alle situazioni descritte. "Le condizioni descritte, se confermate, possono rappresentare un pericolo per gli anziani ospiti della struttura e favorire l'insorgenza di infezioni, anche gravi”, afferma. “Per quanto riguarda i farmaci che richiedono una conservazione a temperatura controllata, il mancato rispetto delle condizioni previste può comprometterne l'efficacia". Alle possibili ricadute sulla salute fisica si aggiungono quelle sul benessere psicologico. Ascoltato da l’Attacco, lo psicologo Giulio Di Maggio richiama l’importanza dell’ambiente e della qualità dell’assistenza nella vita quotidiana degli ospiti.

Le criticità della Rsa pubblica Villa Santa Maria di Pulsano, a Monte Sant'Angelo, continuano a preoccupare le famiglie degli ospiti. Dopo i rilievi del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl Foggia, che ha riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali, il Comitato delle Famiglie torna a chiedere risposte alle istituzioni, interventi immediati e chiarezza sulle responsabilità. In un nuovo comunicato, il gruppo ripercorre oltre due anni di segnalazioni, riferisce di aver presentato una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Foggia e di aver interessato la Corte dei Conti, sollevando interrogativi sulla vigilanza esercitata dagli enti pubblici e sull'utilizzo delle risorse destinate alla struttura. Una fonte interna, ascoltata telefonicamente da l'Attacco, conferma le denunce e sostiene che la situazione non sarebbe cambiata. "Il Comitato delle Famiglie degli Ospiti della Rsa Santa Maria di Pulsano torna a denunciare pubblicamente una situazione che, a distanza di un anno dal nostro precedente comunicato stampa e dopo oltre due anni di segnalazioni, non soltanto non risulta risolta, ma appare ulteriormente aggravata”, si legge nella nota. “L'ispezione effettuata dalla Asl presso la struttura avrebbe riscontrato gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali. Si tratta di circostanze estremamente preoccupanti, che impongono risposte immediate, provvedimenti concreti e l'individuazione delle responsabilità. Di fronte a tali riscontri, la domanda è inevitabile. Com'è possibile che, nonostante le ripetute denunce delle famiglie, si sia arrivati a questo punto? E soprattutto, perché le nostre segnalazioni non abbiano prodotto, fino a oggi, una soluzione effettiva e definitiva? Come Comitato non abbiamo mai smesso di segnalare le criticità della Rsa, chiedendo il rispetto delle norme, degli standard assistenziali e degli obblighi previsti dal contratto di gestione. Lo abbiamo fatto attraverso comunicazioni formali, richieste di intervento e denunce rivolte alle autorità competenti. Abbiamo presentato anche una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Foggia, nella quale confidiamo e dalla quale siamo in attesa di un riscontro che ci consenta di conoscere gli sviluppi e gli eventuali provvedimenti adottati. Abbiamo inoltre interessato la Corte dei Conti, perché la vicenda non riguarda soltanto la qualità dell'assistenza e la dignità delle persone ospitate, ma anche l'impiego di risorse pubbliche destinate a finanziare servizi che devono essere effettivamente erogati nel rispetto delle condizioni contrattuali e della normativa vigente", prosegue il Comitato. "Se vengono corrisposti denari pubblici per un servizio che, come denunciato e come emergerebbe dai recenti accertamenti, presenta gravi carenze e possibili inadempienze contrattuali, è doveroso verificare se sussistano responsabilità amministrative e contabili e se vi siano eventuali danni per le finanze pubbliche. Ogni euro pubblico deve corrispondere a un servizio realmente prestato, adeguato e conforme agli obblighi assunti. Non è accettabile che le famiglie continuino a vivere nell'angoscia per i propri cari mentre gli obblighi di tutela delle persone fragili rischiano di rimanere sulla carta. Per questo chiediamo che le autorità competenti facciano chiarezza sulle iniziative intraprese, sugli esposti presentati e sulle ragioni per cui, dopo tanto tempo, le criticità denunciate continuerebbero a persistere". Il Comitato concentra quindi l'attenzione sulla vigilanza esercitata dagli enti pubblici e sulle ragioni per cui le segnalazioni delle famiglie non avrebbero prodotto in precedenza risultati risolutivi. Nel comunicato vengono chiamati in causa l'Asl, il Comune di Monte Sant'Angelo, la Regione Puglia e le altre autorità competenti. "Non basta constatare oggi ciò che le famiglie denunciano da anni. Occorre spiegare perché le segnalazioni non abbiano determinato prima interventi risolutivi, quali controlli siano stati effettuati, quali irregolarità siano state rilevate e quali conseguenze siano state adottate nei confronti dei responsabili di eventuali inadempienze. Chiediamo alla Asl, al Comune di Monte Sant'Angelo, alla Regione Puglia e a tutte le autorità competenti di assumersi le rispettive responsabilità istituzionali, ciascuno per quanto di propria competenza. Chiediamo, soprattutto, che vengano garantite trasparenza e tracciabilità delle decisioni. Le famiglie hanno diritto di sapere se le proprie denunce siano state esaminate, quali verifiche siano state eseguite e quali misure concrete siano state disposte. Gli ospiti della Rsa non possono essere lasciati in una condizione di incertezza mentre le istituzioni si limitano a intervenire quando le criticità sono ormai diventate oggetto di nuovi e gravi accertamenti". Tra i passaggi più delicati del documento c'è quello dedicato al Sindaco di Monte Sant'Angelo, Pierpaolo D'Arienzo.

Il Comitato delle Famiglie degli Ospiti della RSA “Santa Maria di Pulsano” torna a denunciare pubblicamente una situazione che, “a distanza di un anno dal nostro precedente comunicato stampa e dopo oltre due anni di segnalazioni, non soltanto non risulta risolta, ma appare ulteriormente aggravata. L'ispezione effettuata dalla ASL presso la struttura avrebbe riscontrato gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali. Si tratta di circostanze estremamente preoccupanti, che impongono risposte immediate, provvedimenti concreti e l'individuazione delle responsabilità. Di fronte a tali riscontri, la domanda è inevitabile: com'è possibile che, nonostante le ripetute denunce delle famiglie, si sia arrivati a questo punto? E soprattutto, perché le nostre segnalazioni non abbiano prodotto, fino a oggi, una soluzione effettiva e definitiva?”.

Dopo l’articolo pubblicato da l’Attacco sulle gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali riscontrate nella Rsa pubblica Villa Santa Maria di Pulsano, a Monte Sant’Angelo, dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Foggia, è arrivata la presa di posizione dell’Azienda Sanitaria Locale. In una nota stampa diffusa ieri mattina, la Direzione generale ha confermato le verifiche sulla struttura, annunciato la convocazione del Raggruppamento temporaneo di imprese che la gestisce e del Sindaco Pierpaolo d’Arienzo per il prossimo 23 ottobre e riferito che sono stati avviati i lavori di adeguamento. “Le verifiche sulla struttura sono state attivate in modo proattivo dall’Azienda, a seguito di una segnalazione, con l’obiettivo di accertare le condizioni della struttura e tutelare la salute e la sicurezza degli ospiti”, scrive l’Asl. L'Azienda sanitaria riferisce di avere disposto "tempestivamente due distinti sopralluoghi", uno a cura del Dipartimento di Prevenzione, "per la verifica dei requisiti igienico-sanitari, strutturali e tecnologici", e un secondo da parte del Distretto Socio Sanitario di Manfredonia, attraverso "una commissione composta da clinici, per la verifica sullo stato di salute dei pazienti". Dopo avere acquisito il verbale del Dipartimento di Prevenzione, "la Direzione strategica di Asl Foggia ha convocato per il 23 ottobre il Raggruppamento temporaneo di imprese affidatario della gestione e il Sindaco di Monte Sant'Angelo, già informato per le vie brevi". L'incontro, spiega l'Azienda, è finalizzato ad approfondire le criticità emerse, verificare le azioni già intraprese e individuare "gli interventi necessari per il ripristino delle condizioni di sicurezza, igiene e adeguatezza degli ambienti". Sul fronte dei lavori, l'Asl comunica che, con riferimento agli adeguamenti strutturali previsti negli atti di gara relativi al contratto sottoscritto con il raggruppamento temporaneo di imprese, i gestori "hanno comunicato con pec dell’11 ottobre 2026 l'avvio dei lavori a partire dalle opere interne". Non vengono specificati nel comunicato gli interventi già eseguiti, il loro stato di avanzamento o i tempi previsti per il completamento delle opere. La Direzione strategica conferma quindi "l'attenzione riservata alla vicenda e la necessità che siano garantite agli ospiti condizioni di permanenza adeguate, nel rispetto degli standard assistenziali, igienico-sanitari e di sicurezza previsti dalla normativa". Le decisioni arriveranno dopo il confronto di venerdì prossimo. "All'esito dell'incontro del 23 ottobre, sulla base degli elementi acquisiti e degli approfondimenti effettuati, saranno assunte le determinazioni del caso", si legge nel comunicato, nel quale l'Asl assicura che continuerà a seguire la situazione attraverso le strutture competenti, mantenendo alta l'attenzione sulla tutela degli ospiti e sulla verifica degli adempimenti richiesti al gestore. Nel frattempo, sempre ieri, l'Attacco ha contattato telefonicamente Antonio De Vita, responsabile sanitario della Rsa, per raccogliere la sua versione dei fatti.

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