Potere dem, Bordo è diventato il numero due di Salatto: Cagiano “da grande” farà il consigliere regionale



Potere dem, Bordo è diventato il numero due di Salatto: Cagiano “da grande” farà il consigliere regionale

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Resiste, a denti stretti, il campo largo foggiano. Nonostante la rottura, profonda e insanabile, tra la Sindaca Episcopo e il suo padrino politico Mario Furore. Nonostante le tensioni con vari pezzi della sua maggioranza, dal Pd al M5S, palpabili nei corridoi di Palazzo di Città. Nonostante la lite furibonda con il consigliere Mino Di Chiara e i socialisti. Nonostante un rapporto progressivamente deteriorato e ormai logoro con la città, anche quella d'orientamento progressista. Resiste nonostante tutto, ma essenzialmente per disciplina nazionale. Ordini di scuderia provenienti da Roma. L'indicazione è quella di tenere in piedi l'esperimento almeno fino alle elezioni politiche del prossimo anno, quando il centrosinistra guidato da Elly Schlein o da Giuseppe Conte proverà a contendere il governo a Giorgia Meloni. Dopodiché, liberi tutti. A prescindere dal risultato. E l'intenzione, confermata da più parti, sarebbe quella della sfiducia, da consumarsi preferibilmente subito dopo il voto. Intanto, però, cresce l'insofferenza nei partiti. A cominciare dal Pd, dove i rapporti con Raffaele Piemontese e con il gruppo dirigente sono tutt'altro che distesi. L'assessore regionale, come è noto, punta a una candidatura da capolista per il 2027, dunque in posizione bloccata. Un'opzione che gli consentirebbe, alla luce della nuova legge elettorale, di evitare l'incognita delle preferenze. Se questa volta il leader massimo del Pd di Capitanata dovesse riuscire a conquistare un seggio a Montecitorio, al suo posto in Consiglio regionale subentrerebbe la prima dei non eletti, la dirigente scolastica di San Giovanni Rotondo Maria Fiore, moglie del sindacalista Cisl Giuseppe Mangiacotti, entrambi sua diretta espressione. Proprio questa ipotesi, figlia delle scelte del plenipotenziario dem durante la campagna elettorale per le Regionali del 2025, continua a lasciare strascichi tra i dem. La scelta di sostenere attraverso la doppia preferenza la viestana Rossella Falcone, poi eletta e nominata assessora da Decaro, e la stessa Fiore ha alimentato il malcontento dei candidati rimasti fuori dall'assemblea regionale. Esponenti con una lunga militanza nel partito che hanno mal digerito il sostegno riservato a candidature percepite come estranee alla tradizionale classe dirigente. Ma Piemontese, intanto, sembra guardare anche oltre il prossimo appuntamento elettorale. Il suo investimento politico più evidente riguarda Mario Cagiano, consigliere comunale foggiano classe 2000 e vicesegretario cittadino del Pd, che Raf vorrebbe lanciare candidato in Regione già tra qualche anno.

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