“È di una gravità inaudita ciò che emerge dalla denuncia dello scrittore e attivista Soumaila Diawara, che racconta di un sistema di sfruttamento agricolo che, anche in Capitanata, passerebbe addirittura per l’assunzione da parte dei braccianti stranieri di farmaci droganti, spesso mischiati all’alcol, per sopportare la fatica e il dolore causati dal duro e prolungato lavoro nei campi nonché da una vita di stenti all’interno dei ghetti. È necessario, dunque, che gli organi ispettivi competenti approfondiscano le dimensioni di quella che, se accertata, sarebbe una situazione gravissima, in primis per la salute di questi lavoratori, che andrebbe ad aggiungersi alle già terribili condizioni di vita a cui i braccianti stranieri sono non di rado, purtroppo, esposti in Italia. Una situazione ancor più disumanizzante che dunque sancirebbe definitivamente una condizione di vera e propria schiavitù determinata dal caporalato, piaga che purtroppo continua ad affliggere tanto i diritti dei lavoratori quanto il tessuto agricolo del nostro Paese”.

Nonostante la replica di Napoleone Cera a l’Attacco, permangono diversi interrogativi attorno al contributo regionale da 100mila euro destinato al SanMarké Fest, il festival delle radici di San Marco in Lamis organizzato la scorsa estate dal circolo Acli San Giuseppe. Il consigliere regionale della Lega ha respinto con decisione qualsiasi ricostruzione che colleghi quel finanziamento al suo voto favorevole al bilancio regionale sostenuto dall’allora assessore al Bilancio e plenipotenziario dem Raffaele Piemontese, oggi assessore alle Infrastrutture nella Giunta Decaro. Rivendicando una scelta dettata esclusivamente dai contenuti del provvedimento, Cera ha richiamato in particolare le misure riguardanti le Rsa di Troia e San Nicandro e lo screening genomico neonatale. Nessun elemento documentale consente di sostenere l’esistenza di un baratto politico. Questo resta un dato di fatto. Ma il tema sollevato da l’Attacco sui contributi nominativi inseriti nei bilanci regionali continua a interrogare la politica pugliese. Per comprendere meglio il contesto, l’Attacco ha raccolto le testimonianze di alcune fonti locali. Tutte hanno premesso un elemento che merita di essere evidenziato. “L’Acli di San Marco è una realtà seria e molto attiva sul territorio”, racconta una fonte. “Organizza iniziative culturali, attività sociali, teatro e momenti di aggregazione. Nessuno mette in discussione il lavoro che svolge da anni”. Proprio queste stesse fonti, però, spiegano che il circolo è storicamente vicino alla famiglia Cera e, in particolare, ad Angelo Cera, figura centrale della politica sammarchese degli ultimi decenni e padre di Napoleone. Sindaco della città dal 1990 al 1992 e successivamente dal 2011 al 2016, prima dell’elezione del piddino Michele Merla, Cera ha attraversato varie stagioni della politica italiana. Esponente dell’ala destra della Dc, ha poi proseguito il suo percorso nel Ppi, in Forza Italia e in altre formazioni di ispirazione cattolica come l’Udc. È stato deputato della Repubblica dal 2008 al 2018. “Parliamo di una vicinanza storica che in paese conoscono tutti”, racconta una delle persone ascoltate dal giornale. “Non significa che l’associazione sia un soggetto politico, ma è un rapporto che fa parte della storia cittadina”. È per questo motivo che il contributo regionale assume una dimensione politica. Il SanMarké Fest si è svolto nel luglio 2025, pochi mesi prima delle elezioni regionali di novembre che hanno riportato Napoleone Cera all’elezione nel Consiglio regionale tra le fila della Lega. La manifestazione, come mostra il programma ufficiale, ha ospitato volti noti dello spettacolo e dell’informazione. Da Sergio Rubini a Francesco Giorgino, fino a Marco Montrone, Attilio Romita e altri ospiti. Il festival si è mosso nel circuito riconducibile alla giornalista Manila Gorio, conduttrice della manifestazione. L’ex magistrato Luca Palamara, noto per il caso che ha investito il Csm e il sistema delle nomine nella magistratura italiana, inizialmente inserito nel programma, non ha poi partecipato all’evento. Le fonti ascoltate dal giornale non contestano la qualità dell’iniziativa, ma invitano a ridimensionarne la portata. “È stata una manifestazione piacevole, fatta bene, ma non qualcosa che abbia cambiato la vita culturale del territorio”, osserva una fonte. Un’altra aggiunge: “Francamente non abbiamo avuto la percezione di un evento destinato a diventare un appuntamento strutturale. È stata una buona iniziativa, come tante altre che vengono organizzate da associazioni locali”. Ed è proprio questo il punto che alimenta le domande. Se il finanziamento era finalizzato a sostenere un evento destinato a diventare un appuntamento identitario e permanente, il giudizio potrà essere affidato agli anni futuri. Se, invece, dovesse rimanere un’esperienza isolata, il rapporto tra l’entità del contributo e l’impatto prodotto sul territorio diventerebbe inevitabilmente oggetto di valutazione politica.

"La speranza è una trappola inventata dai padroni", lo diceva Mario Monicelli, tra i più celebri registi italiani della sua epoca. Pensare che il sistema possa mutare è una speranza costruita a tavolino da chi comanda per tenere buono il popolo. Quella stessa speranza, attesa e disattesa, degli operatori culturali che smuovono mari e monti per realizzare iniziative, eventi e attività culturali. Salvo poi incontrare la persona giusta, e quelle porte prima chiuse a chiave vengono aperte senza neppure bussare.

L’articolo pubblicato nei giorni scorsi da l'Attacco e firmato da Josef K ha acceso i riflettori su un capitolo poco conosciuto della spesa regionale pugliese. Quello dei contributi straordinari inseriti direttamente nelle leggi di bilancio e destinati a enti, associazioni, fondazioni e iniziative individuati nominativamente. Oltre 8 milioni di euro che, secondo la ricostruzione del giornale, sarebbero stati distribuiti attraverso un sistema fortemente discrezionale durante gli anni in cui Raffaele Piemontese guidava l'assessorato regionale al Bilancio. La tesi sostenuta da l'Attacco è semplice. Non vengono messe in discussione le attività finanziate, spesso legate a eventi culturali, tradizioni popolari, recupero del patrimonio, iniziative sociali o manifestazioni territoriali. Il punto riguarda invece il metodo. I beneficiari non sarebbero stati selezionati attraverso procedure competitive o graduatorie pubbliche, ma individuati direttamente negli allegati alle norme finanziarie approvate dal Consiglio regionale. Proprio questa modalità avrebbe trasformato i contributi straordinari in uno strumento di costruzione del consenso politico. Una leva importante nelle mani dell'allora assessore al Bilancio, oggi assessore regionale alle Infrastrutture e plenipotenziario del Pd in Capitanata. Un ruolo che negli anni ha consolidato il peso politico di Piemontese all'interno del centrosinistra pugliese e che gli ha consentito di diventare uno degli esponenti più influenti della politica foggiana. Tra le decine di contributi contenuti negli allegati alla legge regionale compare anche quello destinato al SantMarké Fest, il festival delle radici di San Marco in Lamis. Gli atti hanno previsto uno stanziamento di 100mila euro a favore del Circolo Acli San Giuseppe per la realizzazione della manifestazione. Si tratta di uno dei finanziamenti inseriti nominativamente nel provvedimento e rientra a pieno titolo nel meccanismo descritto dall'articolo de l'Attacco. È a questo punto che la vicenda assume una rilevanza politica. San Marco in Lamis è il comune del consigliere regionale Napoleone Cera, eletto nelle file dell'opposizione con la Lega. Lo stesso consigliere regionale ha votato a favore del bilancio sostenuto dalla maggioranza di centrosinistra, una scelta che ha provocato reazioni e polemiche all'interno del centrodestra pugliese. Nessun elemento consente di sostenere l'esistenza di uno scambio formalizzato tra il contributo destinato al festival e il voto favorevole al bilancio regionale. Gli atti disponibili non permettono di affermarlo. Ma la politica si misura anche attraverso le conseguenze e le convergenze che determinate scelte producono. Il fatto che una manifestazione beneficiaria di un contributo da 100mila euro rientri nell'area di interesse di un consigliere regionale dell'opposizione che successivamente sostiene il principale provvedimento economico della maggioranza rappresenta una circostanza destinata ad alimentare interrogativi.

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