Una serata intensa, partecipata e ricca di significato quella vissuta ieri, 20 settembre 2026, presso la Chiesa della Beata Vergine Maria Addolorata di Orta Nova, in occasione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, istituita dalla Legge 13 gennaio 2025, n. 6. La legge ha riconosciuto il 20 settembre di ogni anno quale giornata dedicata alla memoria dei cittadini italiani, militari e civili, che dopo l’8 settembre 1943 furono catturati, deportati e internati nei territori controllati dalla Germania nazista, subendo violenze, lavoro coatto e durissime condizioni di prigionia a causa del rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica Sociale Italiana. La stessa legge invita le istituzioni a promuovere momenti di ricordo, ricerca e riflessione, affinché la conoscenza di questa pagina di storia possa essere trasmessa soprattutto alle nuove generazioni.

L’associazione Telefono Donna compie trent’anni e per festeggiare questo traguardo stabilisce una nuova collaborazione con le Accademie di Belle Arti. Partecipano a questa iniziativa sei sezioni, tra cui quella di Foggia. Le candidature per il concorso artistico sono aperte fino al 10 ottobre. “È una celebrazione, perché qui festeggiamo trent’anni dalla costituzione Centro Antiviolenza Telefono Donna, nato nel luglio del '96”, ha spiegato a l’Attacco Franca Dente, presidentessa della sezione di Foggia. La collaborazione con l’Accademia di Belle Arti è attiva già da tempo, “questa volta sarà possibile creare delle opere artistiche che, poi, saranno patrimonio dell’Accademia e della Città, in base ai risultati ottenuti”, ha continuato Dente. Il tema da affrontare nelle opere d’arte che concorreranno è la violenza contro le donne nei suoi aspetti psicologici, sociali, economici. Si richiede “una riflessione che dovrà andare oltre la denuncia, per raccontare anche emancipazione, autodeterminazione, solidarietà, libertà e rinascita”, come è scritto nella nota. Franca Dente ha riflettuto anche sulla consapevolezza che la società ha maturato nel corso degli ultimi anni, “ma c’è ancora molto ‘sommerso”, ha aggiunto. “Sempre più donne si rivolgono ai centri di violenza e sempre più donne non rimangono da sole a vivere queste situazioni. Quindi, c'è maggiore consapevolezza del fenomeno, di come le forme di patriarcato abbiano potere sulle donne, con tutti gli effetti che ne derivano”. Alla consapevolezza, però, non corrisponde una diminuzione del numero dei casi: “Sappiamo ogni giorno femminicidi e questi sono diventati sempre più frequenti, oltre che più cruenti”. Non si deve, però, fare una statistica soltanto sul numero di femminicidi, “perché ci sono tanti femminicidi scampati, di violenza che non ha raggiunto il culmine. Ma c'è veramente ancora molta violenza che si consuma nelle relazioni affettive significative tra uomo e donna”, ha aggiunto la presidentessa. La collaborazione con le istituzioni scolastiche e universitarie del territorio è importante e sempre proficua, perché il lavoro da fare è ancora molto e la strada da percorrere, lunga. Il lavoro di Telefono Donna ha sempre puntato alla collaborazione con le istituzioni di formazione locali: “C'è bisogno di tanta formazione con gli operatori e i professionisti del territorio, del sociale, del sociosanitario, con le forze dell'ordine, con la magistratura. Quindi, noi facciamo tanta formazione all'esterno, e molta sensibilizzazione nelle scuole, proprio per fare in modo che si operi un cambiamento culturale”, ha spiegato. 

Una serata dedicata alla solidarietà, alla memoria e soprattutto al futuro di quei ragazzi che, dopo aver perso la propria madre per mano di un femminicida, si trovano a dover affrontare una delle esperienze più drammatiche che una persona possa vivere. Si è svolta ieri sera, 18 settembre, presso il ristorante Acquolina Food Boutique, al Mirage Village di Foggia, l’iniziativa “Diritto al domani”, promossa dall’Inner Wheel Club di Foggia, presieduto da Silvana Carrozzino, con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore dei giovani figli delle vittime di femminicidio.
Una serata che ha saputo coniugare convivialità e impegno sociale, trasformando un momento di incontro in un’occasione concreta per sostenere chi, dopo una tragedia familiare, ha bisogno di ritrovare punti di riferimento e soprattutto di poter guardare al futuro. 
Al centro dell’iniziativa è stato posto un tema di grande rilevanza: la violenza non colpisce soltanto la donna che viene uccisa, ma lascia profonde conseguenze anche sui figli.

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